AlbinoCaramazza
I VOLTI PIU' AMARI SCAVATI NELLO ZUCCHERO Da David Bowie a Clint Eastwood ritratti senza sorrisi dipinti sulle bustine trovate nei bar Osservando un quadro di Albino Caramazza se ne apprezza la particolarità del colore e l'originalità del soggetto. Quando perciò ci si avvicina e si scopre che lui li realizza utilizzando esclusivamente le bustine di zucchero, non si può far a meno di rimanerne stupiti. Sono proprio quei rettangolini colorati che si usano nei bar per dolcificare le bevande a essere il materiale creativo dell'artista.Fino a giovedì, nella Galleria del Chiostro della S.S, Annunziata, è allestita una personale dove sono presenti le sue curiose creazioni. "Sono una trentina i quadri in mostra - spiega - Per la maggior parte dell'ultima produzione, ma ce n'è pure qualcuno di quelli storici." Così tra una conturbante Marilyn Monroe, al fianco di David Bowie, Clint Eastwood, Chet Baker e pure Tex Willer, si trovano volti di persone normali, ma anche omaggi a grandi nomi dell'arte come Mirò e Mantegna. Uno stile e una tecnica insoliti, scaturiti da una passione. "L'idea è nata per caso - racconta -. Sono sempre stato incuriosito dalle bustine di zucchero dei bar, dai loro colori, dai messaggi pubblicitari che veicolano. Già di per sono delle vere e proprie opere d'arte."Per gioco ha cominciato a collezionarle, raccogliendole in giro per il mondo, nonostante lui il caffè lo beva amaro. "In realtà - prosegue - io non nasco come artista, nonostante disegni da sempre. Per anni ho lavorato nell'ambito assicurativo e, quando ho avuto dei problemi professionali, ho trovato sfogo nei colori della mia collezione. Vedendo un'immagine in rete di Arlecchino mi è sembrato naturale provare a realizzarla accostando le bustine, per cercare di rilassarmi e sgombrare la mente." Era il 2007 e da allora quello che era iniziato come un passatempo, si è trasformato in un'occupazione ricca di soddisfazioni. A dargli la spinta sono stati la famiglia e gli amici prima, il consenso del pubblico poi. "Ormai - conclude - ne avrò realizzati poco meno di duecento. Facendo un rapido conto, considerato che per ogni quadro utilizzo dalle 150 alle 300 bustine, sotto le mie mani sono passate oltre 35mila bustine. Chiaramente prima di usarle le svuoto dello zucchero." Le sue opere hanno fatto il giro del mondo, sia in gallerie europee che in collezioni private. "Avevo realizzato un ritratto di Ernesto Guevara - racconta - A un signore è piaciuto talmente tanto che me ne ha commissionato un altro per regalarlo a una nipote del Che che vive a Cuba. Franca Cassine - LA STAMPA 11 febbraio 2018 L’ARTE DELLO SGUARDO nei collages di Albino Caramazza Osservando le opere di Albino Caramazza si pensa d’istinto alle sperimentazioni visive del primo Novecento, quando la tecnica del papier collé divenne il lingaggio espressivo di una nuova forma d’arte, spesso di protesta e identificativa di un periodo storico molto fervido. Per definire il metodo del collage che l’artista ha trasformato in un marchio di riconoscibilità delle sue opere, bisogna cogliere i diversi aspetti che lo contraddistinguono. Agrigentino di nascita ma torinese d’adozione, si avvicina alla pittura disegnando prevalentemente a carboncino, solo in seguito perverrà al colore e all’analisi di particolari espressivi eletti essenzialmente nella ritrattistica femminile. I volti sono per definizione il fulcro di chi guarda l’opera, la poetica dell’immagine traspare dagli sguardi che Albino riesce sempre a cogliere, non solo nella verosimiglianza, ma come espressione di un sentimento e di una passione manifesta. Questo è il punto nodale del suo essere artista. Che siano omaggi ai grandi maestri o personaggi nati dalla sua creatività, quello che sposta l’occhio altrove non sono le scritte che s’intravvedono, non sono le sovrapposizioni perfette ma l’intensità e l’energia scaturite da una ricostruzione iconica liberata dalla forma segnica precostituita. Lo sguardo e una propensione verso l’altro, la disponibilità all’incontro e contemporaneamente alla relazione; lo sguardo è una questione d’identità. Un’identità diventata tratto distintivo e che Albino Caramazza ha saputo trarre dalla passione per l’arte e per il collezionismo; una tecnica totalmente originale con la trasformazione di semplici bustine di zucchero in opere d’arte a pieno titolo. Un lavoro certosino all’insegna della meticolosità e della pazienza, abilmente operato con una tecnica di alta precisone che nel tempo non solo è mutata, ma si è andata affinando sempre più. Negli anni riceve molte commissioni, la sua capacità espressiva lo elegge un ritrattista singolare ed elegante. Nonostante ciò sceglie di realizzare solo opere con le quali entra davvero in sintonia e che sente di poter interpretare al meglio, una peculiarità rara che implica la consapevolezza del se e della ricerca indagata dell’altro. Per Paratissima espone ormai da diversi anni con un riconoscimento di pubblico confermato e consolidato nel tempo, che lo qualifica come uno degli artisti più innovativi del panorama artistico contemporaneo. Simonetta Pavanello PARATISSIMA ART GALLERY febbraio 2017 L’ARTE NELLE BUSTINE DA ZUCCHERO: la mostra di Albino Caramazza Per la maggior parte delle persone le bustine da zucchero sono oggetti usa e getta, a cui dedicare un’occhiata distratta sorseggiando il caffè. Non la pensa così Albino Caramazza, che trasforma questi rettangoli di carta dimenticati in piccole opere d’arte. “Nessuno si rende conto che le bustine da zucchero, in realtà, sono creazioni in miniatura. Ognuna di esse è il risultato di una scelta che riguarda forma, taglio, colore, disegni”. Collezionista da sempre, una sera del 2007 arriva l’ispirazione grazie all’immagine di Arlecchino “Ho pensato: perché non usare questi piccoli pezzetti di carta per creare qualcosa di nuovo? racconta l’artista da giovane facevo ritratti in bianco e nero con il carboncino. Disegnavo quando mi sentivo triste, nei momenti in cui non ero sereno. Perchè a questo serve l’arte: a sorridere”. Nel 2011 Albino Caramazza organizza la sua prima mostra personale al Gustoynscatole a Torino, poi alla Stua e alla Galleria Bacicin di Ceriale. Un anno dopo arriva il riconoscimento grazie alla partecipazione a Paratissima, la fiera degli artisti indipendenti che si svolge ogni anno a Torino. Da venerdì 13 febbraio Albino Caramazza espone al Chiostro della Chiesa S.S Annunziata, in via Po 17. Molte le opere, frutto sia di idee personali sia di riproduzioni, tutte composte con bustine da zucchero originali: da Lupo Alberto a Giuseppe Verdi, dal «Il sogno» di Picasso alla cassiera del cinema Romano. Nel corso del week end sono state un migliaio le persone che, spinte dalla curiosità, sono entrate a vedere la mostra. «Un omaggio al riciclo creativo, quando dalla semplicità di un oggetto comune nasce un soggetto da incorniciare» scrive Giulia sul libro delle dediche all’ingresso. «Interessantissimo» aggiunge una bambina, piccola visitatrice. «Riuscire a far sorridere: ecco la mia soddisfazione più grande» racconta l’artista.

Costanza Formenton Macola - FUTURA 18 febbraio 2015

A Torino emerge una “dolce” arte figurativa Le originali e fantasiose composizioni di Albino Caramazza È sempre più vero che la fantasia non ha confine, tanto da creare un estro artistico che si “impone” con una dolcezza che in questo caso non è fine a se stessa. È il talento di Albino Caramazza (artista figurativo per passione) che rende dolce ogni sua opera realizzata con paziente maestria, grazie all’originale tecnica del collage e di un armonioso e variegato “assemblaggio” costituito dalle comuni bustine di zucchero (ovviamente già usate), che si trovano nei bar, ristoranti, hotel, etc. Molteplici i soggetti dall’infinità varietà tematica e cromatica i cui frammenti via via si compongono sino a formare un volto, una scena (spesso dedicati a famosi artisti) e quindi un titolo ad ogni realizzazione. Ma la creatività assume maggior consistenza e valore disegnativo per l’abilità degli accostamenti nel rispetto delle proporzioni a volte studiate tal’altra “occasionali”, dalle quali emergono gli storici “Garibaldi”, “Che Guevara”, “Arlecchino” e “Pierrot” senza mutarne la loro originale espressione; come pure le artistiche rappresentazioni “La danza”, “La gioia di vivere” e “Sintesi di paesaggio siciliano” di Giulio D’Anna vivono nei loro colori naturali, una sorta di simbiosi fatta di luci e sfumature. E il riprendere opere celebri come “Il bacio” di Hayez, “Donna con fiore” di Picasso o “Il pensatore” di De Chirico non solo rappresenta una “poetica ed artistica” ispirazione, ma valorizza le opere dei grandi artisti e personaggi illustri che si perpetuano sempre più nel tempo. Un merito ed un orgoglio per l’artista Caramazza che, collocandosi nelle sfera delle New Age metropolitane, fa di questa sua passione (attratto da quegli “innocenti” e “antidietetici” involucri ) un impegno quasi quotidiano, rifuggendo da ogni tendenza pubblicitaria per lasciare il posto all’intento creativo che si insinua dando forma e cromia a personaggi e storie con una “dolcezza” assai poco zuccherata, ma sicuramente accattivante per procurare vita e respiro ad un’Arte compositiva sui generis. Diverse le mostre sinora esposte in varie località del Piemonte, riscuotendo un discreto successo e molte recensioni. La prossima si terrà dal 27 giugno all’11 luglio nella sede di Elettroshock Arte Contemporanea a Torino in via Principe Tommaso 18 – Zona San Salvario.

Ernesto Bodini - IL MIO GIORNALE 20 giugno 2013

CON LE BUSTINE DI ZUCCHERO COLLAGE VITALI DAI COLORI PURI E FORTI PIACENZA - Le bustine di Minerva di Umberto Eco anni fa scossero la cultura italiana, le bustine di zucchero del performer Albino Caramazza potrebbero invece scuotere l'arte italiana. Come evidente nella personale "Omaggi", in cui troviamo l'ultima produzione dell'artista torinese. Caramazza ha compiuto un piccolo miracolo di tecnica, stile e figurazione: utilizzando bustine vuote di zucchero - dai disparati colori e dalla provenienza anche lontana - ha creato bellissimi e vitalissimi collage. I soggetti spesso riprendono icone dell'immaginario collettivo - Garibaldi, Che Guevara, La Monroe, John Lennon - ma anche dipinti di altissima caratura soprattutto di Matisse. "Datemi una bustina e vi solleverò il mondo" sembra dirci Caramazza che ha brevettato un medium espressivo di micidiale intensità. I colori puri e forti ne sono la quintessenza, non si tratta di un epigono della Pop Art ma di un indagatore sottile della cultura visiva contemporanea. f.b. LA LIBERTA’ 12 marzo 2013 DIPINTI DI BUSTINE DI ZUCCHERO Oggi vi mostriamo alcune delle opere realizzate dall’artista italiano Albino Caramazza e presentate tra le fila dell’Ex Moi di Torino durante l’ottava edizione di Paratissima. Collage originali, precise rielaborazioni di opere famose che nascono dalla paziente ricerca, dal minuzioso lavoro di assemblaggio e dal creativo accostamento cromatico di un materiale insolito: le bustine di zucchero. Involucri cartacei dalle differenti caratteristiche grafiche che comunemente accompagnano la tazzina di caffè nei bar, per poi essere abbandonate e gettate dopo l’utilizzo, a cui l’artista dona una seconda vita, elevando ad Arte un semplice e ormai banale oggetto della nostra quotidianità. Singolari e suggestive creazioni che vedono ognuna l’impiego di oltre duecento bustine di zucchero, dolci omaggi d’autore che attraverso un sapiente gioco di composizione e sovrapposizioni si trasformano e prendono forma disegnando pietre miliari come la Marylin di Andy Warhol, il Bacio di Gustav Klimt, Pierrot di Fernando Botero e Composizione di Piet Mondrian.

Marco Russo - THE MAG 14 novembre 2012

NELLE BUSTINE DI ZUCCHERO I TRATTI DI PICASSO E KLIMT Tipi strani gli abitatori del mondo dell'arte. Curiosi e geniali. Persone capaci di scorgere nei meandri della quotidianità ciò che gli altri non vedono. Utilizzando le loro scoperte, poi, creano una realtà fantastica che corre parallelamente alla vita di tutti i giorni. E' il caso di Albino Caramazza, artista cinquantanovenne, nato in provincia di Agrigento e torinese di adozione, che presenta le sue opere in una mostra allestita al Ristorante-Enoteca Regionale di Canelli. L'artista, che attraverso un lungo periodo di ricerca ha affinato la tecnica del disegno, ha usato il collage per comporre immagini ispirate ai dipinti dei grandi maestri che hanno fatto la storia della pittura. La mostra è una rivisitazione di quadri celebri di Picasso, Gaugain, Renoir, Klimt, Matisse, Mondrian, Mirò, Tamara de Lempicka, De Chirico; dei futuristi Balla e Depero. Ma ci sono anche le interpretazioni dei celebri ritratti di John Lennon e Marilyn Monroe di Andy Warhol. Tra i lavori di Caramazza, spicca la citazione del disegno che Antoine de Saint Exupery realizzò per illustrare il suo libro "Il piccolo principe": il biondo bambino venuto dallo spazio, in piedi sull'asteroide B602, che si staglia contro il cielo dove vola il biplano del visitatore terrestre. Non mancano soggetti ispirati all'arte pre-impressionista: dalla "Donna con brocca" di Vermeer al celebre "Il bacio" di Hayez, a risalire fino al Rinascimento, con l'interpretazione della "Vergine Annunziata" di Antonello da Messina. La tecnica di esecuzione è sorprendente. Come materiale "cromatico" Caramazza usa le bustine per lo zucchero trovate al bar. La sua grande tavolozza, quindi, è il piano di un tavolo sul quale distribuisce questi contenitori cartacei colorati, che sceglie, di volta in volta, e modella il materiale con le forbici, per realizzare il suo progetto pittorico. L'effetto che ne scaturisce colpisce lo sguardo dello spettatore. A partire dalle forme e dalle tinte, che propongono una riproduzione fedele dell'originale, per arrivare all'effetto cromatico di insieme, dove chiaroscuro, effetto di toni e sfumature sono dati dalla varietà dei colori e dalle parole impresse sulle bustine. In questo modo, per esempio, nell'Autoritratto in Bugatti di Tamara de Lempicka, la spider verde sembra marciare a doppia velocità, grazie all'effetto "vento", prodotto dalle scritte stampate sul supporto colorato. Albino Caramazza è nato nel 1953 a Santo Stefano Quisquina, provincia di Agrigento e nel 1961 si è trasferito a Torino con la famiglia. Ha dimestichezza con il mondo dei numeri (diplomato in ragioneria), ma ama l'arte, con la quale ha stretto un rapporto che dura dall'infanzia. Questa rassegna ospita opere che riproducono quadri in cui il protagonista è la macchina in movimento. Segno che i suoi gusti artistici sono orientati, prevalentemente, verso il Futurismo.

Armando Brignolo - LA STAMPA 21 luglio 2012

IL DOLCE STIL NOVO DI CARAMAZZA "I'mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e quel modo ch'e ditta dentro vo significando". "O frate, issa vegg'io" diss'elli, "il nodo che 'l Notaro e Guittone a me ritenne di qua dal dolce stil novo ch'i' odo!" Tratta dai versi del XXIV Canto del Purgatorio, Dante mette in bocca al rimatore guittoniamo Bonagiunta Orbicciani l'espressione dolce stil novo, divenuto poi un movimento poetico che aveva come obiettivo fondamentale l'amore, incarnata dalla figura femminile angelicata, esaltata da uno stile semplice e vibrante. Questo più di ottocento anni fa ed in ambito letterario. Del tutto diversa è il senso dell'espressione dantesca, da me riutilizzata, per introdurre l'artista Albino Caramazza, il quale utilizzando bustine di zucchero trovate in giro, genera opere pittoriche. La lezione assemblativa dettata dai maestri del Novecento, è radicata in lui come base strutturale d'un linguaggio portato avanti con dovizia e rigore ideologico. Partendo, infatti, dai cubisti, alle rivisitazioni Dada, sino alle riletture del Nouveau Réalisme in Francia o del New Dada negli Stati Uniti, per non parlare dei risultati manzoniani in Italia, il fatto di amalgamare elementi diversi da ciò che è immediatamente Arte, con la A maiuscola, è stata una loro prerogativa, limitandosi però ad originare quella concettualità ancora vigente e dalla quale, con molta difficoltà, stiamo tentando, noi, amatori dell'arte, di ripristinare nel senso della bellezza. E Caramazza, a suo modo, ci è riuscito. Riprende opere celebri del passato realizzate da artisti assoluti come Picasso, Botero, Warhol, Lempicka e le rilegge assemblando bustine di zucchero secondo un processo evolutivo che parte dal fondo della tela sino a ciò che prospetticamente risulta in primo piano. Una sorta di ricerca tridimensionale che riporta in vita icone della cultura contemporanea secondo una dialettica pop che consente al fruitore di riconoscere nell'immediato e di prenderne successivamente le distanze da ciò che in principio lo aveva colpito. A questo punto scatta lo straniamento: momento sublime di riflessione che porta chiunque a riflettere sul senso stesso dell'arte e delle proprie emozioni messe in gioco dalla ratio. Un linguaggio semplice e vibrante, appunto, che fino al 29 maggio sarà possibile ammirare, presso lo Studio Laboratorio di Anna Virando, attenta osservatrice di questi talenti contemporanei che segnano, con il loro passaggio, il solco per l'arte di domani.

Andrea Domenico Taricco - CORRIERE DELL’ARTE 18 maggio 2012

“...L’Arte, si dice spesso, crea una seconda realtà, una realtà che può assomigliare a quella che conosciamo ma può anche sovvertirla completamente.. questo altro reale avrà le sue leggi, la sua logica, la sua coerenza.” scrive Paolo D’Angelo in Estetica (Ed. Laterza 2011). Albino Caramazza crea un elaborato artistico utilizzando le bustine dello zucchero che recupera durante i momenti di pausa nei vari locali, acquistandole e regalategli anche da amici. L’azione dell’Autore è apparentemente semplice; in realtà essa è costruita e ricercata con scrupolosa pazienza quotidiana, egli recupera, nei vari luoghi che visita molteplici possibili input da poter elaborare, così, i singoli grafismi, i colori e le piccole forme geometriche rappresentati da questi involucri, liberano in lui una vera e propria consapevolezza estetica. Le moltissime bustine raccolte e collezionate sono quindi assemblate meticolosamente, accostandone forme e gradazioni cromatiche, mediante la tecnica del Collage vengono così rielaborate e composte con squisita sensibilità, opere di artisti Moderni e Contemporanei. Ne risultano personali raffigurazioni di opere dell’arte futurista, espressionista, realista e surrealista, astratta, contemporanea, la cui peculiarità è tale da costituire la virtuale apposizione, sulle copie d’Autore, della canonica parola “Fecit”. Albino Caramazza, estrinsecando le proprie radici agrigentine attraverso una logica emotiva, sceglie per la rielaborazione, figurazioni in cui i principi intelligibili hanno l’obbligo di tracciare una struttura lineare e precisa. L’artista, nella selezione delle opere da ricreare, è intimamente legato a accostamenti cromatici forti, illuminati da una luce brillante e gioiosa da cui risultano tonalità dai contorni limpidi e delineati. Ne risultano creazioni che, dipartendosi da diligenti accostamenti sul supporto di linee schematiche legate propriamente al Collage, giungono infine a giochi compositivi tridimensionali creati dalla sovrapposizione sapiente di volumi e cromatismi: si vedano ad esempio le rappresentazioni di Sintesi di paesaggio siciliano di Giulio D’Anna o Estate di Joan Mirò. Elena Piacentini aprile 2012 IL "DOLCE" COLLAGE DI ALBINO CARAMAZZA Il collage è una tecnica tutt'altro che banale, soprattutto se ad essere unite sono le bustine di zucchero - senza zucchero, di Albino Caramazza, che con intrecci sovrapposizioni, combinazioni e tanta fantasia ha dato forma e volume alle sue opere. Fino al 30 aprile gli spazi di GustOYnscatole, in Via San Francesco d'Assisi 29, saranno cornice della mostra "Art sans sucre". Le piccole forme, quadrate e rettangolari delle bustine, creano soggetti suggestivi, con estroversi giochi di cromie, attraverso composizioni insolite ed espressive. Un'arte figurativa originale perchè frutto di un profondo lavoro di ricerca, da cui nascono abbinamenti azzeccati. E' così che l'artista esprime se stesso, prendendo per la gola chi osserva con un pizzico di zucchero ed un estro non comune. L'esposizione è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 15 e dalle 18 alle 21,30, il sabato dalle 11 alle 15. Per informazioni www.gustoynscatole.it.

(al.ar.) CRONACA QUI 5 aprile 2011

L’ARTE DIVENTA DOLCE CON LE BUSTINE DI ZUCCHERO I quadri di Albino Caramazza sono curiosi collage molto colorati Il caffè al bar lo prende amaro, ma le bustine di zucchero sono la sua passione, tanto che le ha fatto diventare opere d’arte. Albino Caramazza nella vita fa l’impiegato e nel tempo libero realizza dei curiosi quadri costruiti utilizzando proprio le bustine di zucchero. Opere colorate e divertenti che saranno esposte fino al 30 aprile nei locali di GustOYnscatole di Via San Francesco d’Assisi 29 nella mostra “Art sans sucre” (ingresso libero dal lunedì al venerdì 10-15 e 18-21,30, sabato 11-15, chiuso la domenica) “L’idea è nata per caso spiega -. Sono sempre stato incuriosito dalle bustine di zucchero dei bar, dai loro colori, dai messaggi pubblicitari che veicolano. Già di per se sono delle vere e proprie opere d’arte”. Così, un po’ per gioco, ha cominciato a collezionarle, prima raccogliendole lui stesso in giro per il mondo, poi coinvolgendo in questa mania parenti e amici. “Quando racconta il numero di bustine in mio possesso è diventato enorme (oltre il migliaio), ho iniziato a metterle in ordine in base al colore. Erano bellissime. Poi mi è capitata davanti l’immagine di Arlecchino, ho associato le due cose e ho creato il mio primo quadro”. L’amore per l’arte (e per il futurismo in particolare) di Albino Caramazza ha radici lontane ed è inizialmente sfociata nella realizzazione di disegni a china e a carboncino. Forse è anche per il fatto che quelle prime opere erano prive di colore che il suo nuovo metodo creativo è dominato da irresistibili cromie. Come il quadro dedicato a Giuseppe Garibaldi oppure quello in cui viene riprodotto il celebre “Bacio” di Francesco Hayez. La tecnica è quella del collage resa insolita proprio perché l’assemblaggio è costituito dalle comuni bustine di zucchero, ovviamente svuotate. “Ogni quadro conclude Albino- è del medesimo formato: quello di 50 x 70. Per riuscire a realizzarlo utilizzo un numero di bustine che varia dalle 200 alle 300. Il vero problema è riuscire a reperire la materia prima per realizzare le mie opere: non è facile avere a disposizione un tale numero di bustine,,.

Franca Cassine - LA STAMPA 3 aprile 2011

PICCOLI INVOLUCRI PER "GRANDI" ESPRESSIVITA' Non è mai retorica quando ci si addentra nel vasto scenario dell’arte figurativa, sia essa espressa con dipinti, grafici, sculture, incisioni od altro. Ma un’opera realizzata con la “tecnica” del collage è per certi versi insolita, soprattutto se l’assemblaggio è costituito dalle comuni bustine di zucchero (ovviamente svuotate) che trovasi un po’ ovunque. La cromia che caratterizza i soggetti consiste in un meticoloso lavoro di ricerca e di abbinamenti dati dall’abile ed estroversa fantasia dell’autore Albino Caramazza, sino ad ottenere suggestivi soggetti i cui particolari sottolineano l’espressione degli stessi e nel contempo la completa espressività compositiva, che non cela la marca di questa o quella azienda ma ne “ostenta” il valore disegnativo e cromatico dello stesso. Intrecci e sovrapposizioni di piccole forme quadrate e rettangolari diventano quindi la componente essenziale per la realizzazione dell’opera figurativa dell’ ”estroso” e quasi improvvisato artista, che non vuole certo imporsi nel vasto mondo dell’arte figurativa contemporanea, ma sicuramente esprime uno spirito di innovazione creativa supportata dalle sue costanti: pazienza e ricerca che vede premiata non solo dal risultato compositivo, ma soprattutto dalla possibilità di esprimere se stesso… anche attraverso quel “dolce involucro” che appaga la gola del consumatore. Riccardo Amapane 27 marzo 2011
I VOLTI PIU' AMARI SCAVATI NELLO ZUCCHERO DI VOLTI PIU' AMARI SCAVATI NELLO ZUCCHEi volDa David Bowie a Clint Eastwood ritratti senza sorrisi dipinti sulle bustine trovate  nei bar I a David Bowie a Clint Eastwood ritratti senza sorrisi dipinti sulle bustine trovate  nei bar

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da David Bowie a Clint Eastwood ritratti senza sorrisi dipinti sulle bustine trovate nei bar Osservando un quadro di Albino Caramazza se ne apprezza la particolarità del colore e l'originalità del soggetto. Quando perciò ci si avvicina e si scopre che lui li realizza utilizzando esclusivamente le bustine di zucchero, non si può far a meno di rimanerne stupiti. Sono proprio quei rettangolini colorati che si usano nei bar per dolcificare le bevande a essere il materiale creativo dell'artista.Fino a giovedì, nella Galleria del Chiostro della S.S, Annunziata, è allestita una personale dove sono presenti le sue curiose creazioni. "Sono una trentina i quadri in mostra - spiega - Per la maggior parte dell'ultima produzione, ma ce n'è pure qualcuno di quelli storici." Così tra una conturbante Marilyn Monroe, al fianco di David Bowie, Clint Eastwood, Chet Baker e pure Tex Willer, si trovano volti di persone normali, ma anche omaggi a grandi nomi dell'arte come Mirò e Mantegna. Uno stile e una tecnica insoliti, scaturiti da una passione. "L'idea è nata per caso - racconta -. Sono sempre stato incuriosito dalle bustine di zucchero dei bar, dai loro colori, dai messaggi pubblicitari che veicolano. Già di per sono delle vere e proprie opere d'arte."Per gioco ha cominciato a collezionarle, raccogliendole in giro per il mondo, nonostante lui il caffè lo beva amaro. "In realtà - prosegue - io non nasco come artista, nonostante disegni da sempre. Per anni ho lavorato nell'ambito assicurativo e, quando ho avuto dei problemi professionali, ho trovato sfogo nei colori della mia collezione. Vedendo un'immagine in rete di Arlecchino mi è sembrato naturale provare a realizzarla accostando le bustine, per cercare di rilassarmi e sgombrare la mente." Era il 2007 e da allora quello che era iniziato come un passatempo, si è trasformato in un'occupazione ricca di soddisfazioni. A dargli la spinta sono stati la famiglia e gli amici prima, il consenso del pubblico poi. "Ormai - conclude - ne avrò realizzati poco meno di duecento. Facendo un rapido conto, considerato che per ogni quadro utilizzo dalle 150 alle 300 bustine, sotto le mie mani sono passate oltre 35mila bustine. Chiaramente prima di usarle le svuoto dello zucchero." Le sue opere hanno fatto il giro del mondo, sia in gallerie europee che in collezioni private. "Avevo realizzato un ritratto di Ernesto Guevara - racconta - A un signore è piaciuto talmente tanto che me ne ha commissionato un altro per regalarlo a una nipote del Che che vive a Cuba. Franca Cassine - LA STAMPA 11 febbraio 2018 L’ARTE DELLO SGUARDO nei collages di Albino Caramazza Osservando le opere di Albino Caramazza si pensa d’istinto alle sperimentazioni visive del primo Novecento, quando la tecnica del papier collé divenne il lingaggio espressivo di una nuova forma d’arte, spesso di protesta e identificativa di un periodo storico molto fervido. Per definire il metodo del collage che l’artista ha trasformato in un marchio di riconoscibilità delle sue opere, bisogna cogliere i diversi aspetti che lo contraddistinguono. Agrigentino di nascita ma torinese d’adozione, si avvicina alla pittura disegnando prevalentemente a carboncino, solo in seguito perverrà al colore e all’analisi di particolari espressivi eletti essenzialmente nella ritrattistica femminile. I volti sono per definizione il fulcro di chi guarda l’opera, la poetica dell’immagine traspare dagli sguardi che Albino riesce sempre a cogliere, non solo nella verosimiglianza, ma come espressione di un sentimento e di una passione manifesta. Questo è il punto nodale del suo essere artista. Che siano omaggi ai grandi maestri o personaggi nati dalla sua creatività, quello che sposta l’occhio altrove non sono le scritte che s’intravvedono, non sono le sovrapposizioni perfette ma l’intensità e l’energia scaturite da una ricostruzione iconica liberata dalla forma segnica precostituita. Lo sguardo e una propensione verso l’altro, la disponibilità all’incontro e contemporaneamente alla relazione; lo sguardo è una questione d’identità. Un’identità diventata tratto distintivo e che Albino Caramazza ha saputo trarre dalla passione per l’arte e per il collezionismo; una tecnica totalmente originale con la trasformazione di semplici bustine di zucchero in opere d’arte a pieno titolo. Un lavoro certosino all’insegna della meticolosità e della pazienza, abilmente operato con una tecnica di alta precisone che nel tempo non solo è mutata, ma si è andata affinando sempre più. Negli anni riceve molte commissioni, la sua capacità espressiva lo elegge un ritrattista singolare ed elegante. Nonostante ciò sceglie di realizzare solo opere con le quali entra davvero in sintonia e che sente di poter interpretare al meglio, una peculiarità rara che implica la consapevolezza del se e della ricerca indagata dell’altro. Per Paratissima espone ormai da diversi anni con un riconoscimento di pubblico confermato e consolidato nel tempo, che lo qualifica come uno degli artisti più innovativi del panorama artistico contemporaneo. Simonetta Pavanello PARATISSIMA ART GALLERY febbraio 2017 L’ARTE NELLE BUSTINE DA ZUCCHERO Per la maggior parte delle persone le bustine da zucchero sono oggetti usa e getta, a cui dedicare un’occhiata distratta sorseggiando il caffè. Non la pensa così Albino Caramazza, che trasforma questi rettangoli di carta dimenticati in piccole opere d’arte. “Nessuno si rende conto che le bustine da zucchero, in realtà, sono creazioni in miniatura. Ognuna di esse è il risultato di una scelta che riguarda forma, taglio, colore, disegni”. Collezionista da sempre, una sera del 2007 arriva l’ispirazione grazie all’immagine di Arlecchino “Ho pensato: perché non usare questi piccoli pezzetti di carta per creare qualcosa di nuovo? racconta l’artista da giovane facevo ritratti in bianco e nero con il carboncino. Disegnavo quando mi sentivo triste, nei momenti in cui non ero sereno. Perchè a questo serve l’arte: a sorridere”. Nel 2011 Albino Caramazza organizza la sua prima mostra personale al Gustoynscatole a Torino, poi alla Stua e alla Galleria Bacicin di Ceriale. Un anno dopo arriva il riconoscimento grazie alla partecipazione a Paratissima, la fiera degli artisti indipendenti che si svolge ogni anno a Torino. Da venerdì 13 febbraio Albino Caramazza espone al Chiostro della Chiesa S.S Annunziata, in via Po 17. Molte le opere, frutto sia di idee personali sia di riproduzioni, tutte composte con bustine da zucchero originali: da Lupo Alberto a Giuseppe Verdi, dal «Il sogno» di Picasso alla cassiera del cinema Romano. Nel corso del week end sono state un migliaio le persone che, spinte dalla curiosità, sono entrate a vedere la mostra. «Un omaggio al riciclo creativo, quando dalla semplicità di un oggetto comune nasce un soggetto da incorniciare» scrive Giulia sul libro delle dediche all’ingresso. «Interessantissimo» aggiunge una bambina, piccola visitatrice. «Riuscire a far sorridere: ecco la mia soddisfazione più grande» racconta l’artista. Costanza Formenton Macola - FUTURA 18 febbraio 2015 A Torino emerge una “dolce” arte figurativa Le originali e fantasiose composizioni di Albino Caramazza È sempre più vero che la fantasia non ha confine, tanto da creare un estro artistico che si “impone” con una dolcezza che in questo caso non è fine a se stessa. È il talento di Albino Caramazza (artista figurativo per passione) che rende dolce ogni sua opera realizzata con paziente maestria, grazie all’originale tecnica del collage e di un armonioso e variegato “assemblaggio” costituito dalle comuni bustine di zucchero (ovviamente già usate), che si trovano nei bar, ristoranti, hotel, etc. Molteplici i soggetti dall’infinità varietà tematica e cromatica i cui frammenti via via si compongono sino a formare un volto, una scena (spesso dedicati a famosi artisti) e quindi un titolo ad ogni realizzazione. Ma la creatività assume maggior consistenza e valore disegnativo per l’abilità degli accostamenti nel rispetto delle proporzioni a volte studiate tal’altra “occasionali”, dalle quali emergono gli storici “Garibaldi”, “Che Guevara”, “Arlecchino” e “Pierrot” senza mutarne la loro originale espressione; come pure le artistiche rappresentazioni “La danza”, “La gioia di vivere” e “Sintesi di paesaggio siciliano” di Giulio D’Anna vivono nei loro colori naturali, una sorta di simbiosi fatta di luci e sfumature. E il riprendere opere celebri come “Il bacio” di Hayez, “Donna con fiore” di Picasso o “Il pensatore” di De Chirico non solo rappresenta una “poetica ed artistica” ispirazione, ma valorizza le opere dei grandi artisti e personaggi illustri che si perpetuano sempre più nel tempo. Un merito ed un orgoglio per l’artista Caramazza che, collocandosi nelle sfera delle New Age metropolitane, fa di questa sua passione (attratto da quegli “innocenti” e “antidietetici” involucri ) un impegno quasi quotidiano, rifuggendo da ogni tendenza pubblicitaria per lasciare il posto all’intento creativo che si insinua dando forma e cromia a personaggi e storie con una “dolcezza” assai poco zuccherata, ma sicuramente accattivante per procurare vita e respiro ad un’Arte compositiva sui generis. Diverse le mostre sinora esposte in varie località del Piemonte, riscuotendo un discreto successo e molte recensioni. Ernesto Bodini - IL MIO GIORNALE 20 giugno 2013 CON LE BUSTINE DI ZUCCHERO COLLAGE VITALI DAI COLORI PURI E FORTI PIACENZA - Le bustine di Minerva di Umberto Eco anni fa scossero la cultura italiana, le bustine di zucchero del performer Albino Caramazza potrebbero invece scuotere l'arte italiana. Come evidente nella personale "Omaggi", in cui troviamo l'ultima produzione dell'artista torinese. Caramazza ha compiuto un piccolo miracolo di tecnica, stile e figurazione: utilizzando bustine vuote di zucchero - dai disparati colori e dalla provenienza anche lontana - ha creato bellissimi e vitalissimi collage. I soggetti spesso riprendono icone dell'immaginario collettivo - Garibaldi, Che Guevara, La Monroe, John Lennon - ma anche dipinti di altissima caratura soprattutto di Matisse. "Datemi una bustina e vi solleverò il mondo" sembra dirci Caramazza che ha brevettato un medium espressivo di micidiale intensità. I colori puri e forti ne sono la quintessenza, non si tratta di un epigono della Pop Art ma di un indagatore sottile della cultura visiva contemporanea. f.b. LA LIBERTA’ 12 marzo 2013 DIPINTI DI BUSTINE DI ZUCCHERO Oggi vi mostriamo alcune delle opere realizzate dall’artista italiano Albino Caramazza e presentate tra le fila dell’Ex Moi di Torino durante l’ottava edizione di Paratissima. Collage originali, precise rielaborazioni di opere famose che nascono dalla paziente ricerca, dal minuzioso lavoro di assemblaggio e dal creativo accostamento cromatico di un materiale insolito: le bustine di zucchero. Involucri cartacei dalle differenti caratteristiche grafiche che comunemente accompagnano la tazzina di caffè nei bar, per poi essere abbandonate e gettate dopo l’utilizzo, a cui l’artista dona una seconda vita, elevando ad Arte un semplice e ormai banale oggetto della nostra quotidianità. Singolari e suggestive creazioni che vedono ognuna l’impiego di oltre duecento bustine di zucchero, dolci omaggi d’autore che attraverso un sapiente gioco di composizione e sovrapposizioni si trasformano e prendono forma disegnando pietre miliari come la Marylin di Andy Warhol, il Bacio di Gustav Klimt, Pierrot di Fernando Botero e Composizione di Piet Mondrian. Marco Russo - THE MAG 14 novembre 2012 NELLE BUSTINE DI ZUCCHERO I TRATTI DI PICASSO E KLIMT Tipi strani gli abitatori del mondo dell'arte. Curiosi e geniali. Persone capaci di scorgere nei meandri della quotidianità ciò che gli altri non vedono. Utilizzando le loro scoperte, poi, creano una realtà fantastica che corre parallelamente alla vita di tutti i giorni. E' il caso di Albino Caramazza, artista cinquantanovenne, nato in provincia di Agrigento e torinese di adozione, che presenta le sue opere in una mostra allestita al Ristorante-Enoteca Regionale di Canelli. L'artista, che attraverso un lungo periodo di ricerca ha affinato la tecnica del disegno, ha usato il collage per comporre immagini ispirate ai dipinti dei grandi maestri che hanno fatto la storia della pittura. La mostra è una rivisitazione di quadri celebri di Picasso, Gaugain, Renoir, Klimt, Matisse, Mondrian, Mirò, Tamara de Lempicka, De Chirico; dei futuristi Balla e Depero. Ma ci sono anche le interpretazioni dei celebri ritratti di John Lennon e Marilyn Monroe di Andy Warhol. Tra i lavori di Caramazza, spicca la citazione del disegno che Antoine de Saint Exupery realizzò per illustrare il suo libro "Il piccolo principe": il biondo bambino venuto dallo spazio, in piedi sull'asteroide B602, che si staglia contro il cielo dove vola il biplano del visitatore terrestre. Non mancano soggetti ispirati all'arte pre- impressionista: dalla "Donna con brocca" di Vermeer al celebre "Il bacio" di Hayez, a risalire fino al Rinascimento, con l'interpretazione della "Vergine Annunziata" di Antonello da Messina. La tecnica di esecuzione è sorprendente. Come materiale "cromatico" Caramazza usa le bustine per lo zucchero trovate al bar. La sua grande tavolozza, quindi, è il piano di un tavolo sul quale distribuisce questi contenitori cartacei colorati, che sceglie, di volta in volta, e modella il materiale con le forbici, per realizzare il suo progetto pittorico. L'effetto che ne scaturisce colpisce lo sguardo dello spettatore. A partire dalle forme e dalle tinte, che propongono una riproduzione fedele dell'originale, per arrivare all'effetto cromatico di insieme, dove chiaroscuro, effetto di toni e sfumature sono dati dalla varietà dei colori e dalle parole impresse sulle bustine. In questo modo, per esempio, nell'Autoritratto in Bugatti di Tamara de Lempicka, la spider verde sembra marciare a doppia velocità, grazie all'effetto "vento", prodotto dalle scritte stampate sul supporto colorato. Albino Caramazza è nato nel 1953 a Santo Stefano Quisquina, provincia di Agrigento e nel 1961 si è trasferito a Torino con la famiglia. Ha dimestichezza con il mondo dei numeri (diplomato in ragioneria), ma ama l'arte, con la quale ha stretto un rapporto che dura dall'infanzia. Questa rassegna ospita opere che riproducono quadri in cui il protagonista è la macchina in movimento. Segno che i suoi gusti artistici sono orientati, prevalentemente, verso il Futurismo. Armando Brignolo - LA STAMPA 21 luglio 2012 IL DOLCE STIL NOVO DI CARAMAZZA "I'mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e quel modo ch'e ditta dentro vo significando". "O frate, issa vegg'io" diss'elli, "il nodo che 'l Notaro e Guittone a me ritenne di qua dal dolce stil novo ch'i' odo!" Tratta dai versi del XXIV Canto del Purgatorio, Dante mette in bocca al rimatore guittoniamo Bonagiunta Orbicciani l'espressione dolce stil novo, divenuto poi un movimento poetico che aveva come obiettivo fondamentale l'amore, incarnata dalla figura femminile angelicata, esaltata da uno stile semplice e vibrante. Questo più di ottocento anni fa ed in ambito letterario. Del tutto diversa è il senso dell'espressione dantesca, da me riutilizzata, per introdurre l'artista Albino Caramazza, il quale utilizzando bustine di zucchero trovate in giro, genera opere pittoriche. La lezione assemblativa dettata dai maestri del Novecento, è radicata in lui come base strutturale d'un linguaggio portato avanti con dovizia e rigore ideologico. Partendo, infatti, dai cubisti, alle rivisitazioni Dada, sino alle riletture del Nouveau Réalisme in Francia o del New Dada negli Stati Uniti, per non parlare dei risultati manzoniani in Italia, il fatto di amalgamare elementi diversi da ciò che è immediatamente Arte, con la A maiuscola, è stata una loro prerogativa, limitandosi però ad originare quella concettualità ancora vigente e dalla quale, con molta difficoltà, stiamo tentando, noi, amatori dell'arte, di ripristinare nel senso della bellezza. E Caramazza, a suo modo, ci è riuscito. Riprende opere celebri del passato realizzate da artisti assoluti come Picasso, Botero, Warhol, Lempicka e le rilegge assemblando bustine di zucchero secondo un processo evolutivo che parte dal fondo della tela sino a ciò che prospetticamente risulta in primo piano. Una sorta di ricerca tridimensionale che riporta in vita icone della cultura contemporanea secondo una dialettica pop che consente al fruitore di riconoscere nell'immediato e di prenderne successivamente le distanze da ciò che in principio lo aveva colpito. A questo punto scatta lo straniamento: momento sublime di riflessione che porta chiunque a riflettere sul senso stesso dell'arte e delle proprie emozioni messe in gioco dalla ratio. Un linguaggio semplice e vibrante, appunto, che fino al 29 maggio sarà possibile ammirare, presso lo Studio Laboratorio di Anna Virando, attenta osservatrice di questi talenti contemporanei che segnano, con il loro passaggio, il solco per l'arte di domani. Andrea Domenico Taricco - CORRIERE DELL’ARTE 18 maggio 2012 “...L’Arte, si dice spesso, crea una seconda realtà, una realtà che può assomigliare a quella che conosciamo ma può anche sovvertirla completamente.. questo altro reale avrà le sue leggi, la sua logica, la sua coerenza.” scrive Paolo D’Angelo in Estetica (Ed. Laterza 2011). Albino Caramazza crea un elaborato artistico utilizzando le bustine dello zucchero che recupera durante i momenti di pausa nei vari locali, acquistandole e regalategli anche da amici. L’azione dell’Autore è apparentemente semplice; in realtà essa è costruita e ricercata con scrupolosa pazienza quotidiana, egli recupera, nei vari luoghi che visita molteplici possibili input da poter elaborare, così, i singoli grafismi, i colori e le piccole forme geometriche rappresentati da questi involucri, liberano in lui una vera e propria consapevolezza estetica. Le moltissime bustine raccolte e collezionate sono quindi assemblate meticolosamente, accostandone forme e gradazioni cromatiche, mediante la tecnica del Collage vengono così rielaborate e composte con squisita sensibilità, opere di artisti Moderni e Contemporanei. Ne risultano personali raffigurazioni di opere dell’arte futurista, espressionista, realista e surrealista, astratta, contemporanea, la cui peculiarità è tale da costituire la virtuale apposizione, sulle copie d’Autore, della canonica parola “Fecit”. Albino Caramazza, estrinsecando le proprie radici agrigentine attraverso una logica emotiva, sceglie per la rielaborazione, figurazioni in cui i principi intelligibili hanno l’obbligo di tracciare una struttura lineare e precisa. L’artista, nella selezione delle opere da ricreare, è intimamente legato a accostamenti cromatici forti, illuminati da una luce brillante e gioiosa da cui risultano tonalità dai contorni limpidi e delineati. Ne risultano creazioni che, dipartendosi da diligenti accostamenti sul supporto di linee schematiche legate propriamente al Collage, giungono infine a giochi compositivi tridimensionali creati dalla sovrapposizione sapiente di volumi e cromatismi: si vedano ad esempio le rappresentazioni di Sintesi di paesaggio siciliano di Giulio D’Anna o Estate di Joan Mirò. Elena Piacentini aprile 2012 IL "DOLCE" COLLAGE DI ALBINO CARAMAZZA Il collage è una tecnica tutt'altro che banale, soprattutto se ad essere unite sono le bustine di zucchero - senza zucchero, di Albino Caramazza, che con intrecci sovrapposizioni, combinazioni e tanta fantasia ha dato forma e volume alle sue opere. Fino al 30 aprile gli spazi di GustOYnscatole, in Via San Francesco d'Assisi 29, saranno cornice della mostra "Art sans sucre". Le piccole forme, quadrate e rettangolari delle bustine, creano soggetti suggestivi, con estroversi giochi di cromie, attraverso composizioni insolite ed espressive. Un'arte figurativa originale perchè frutto di un profondo lavoro di ricerca, da cui nascono abbinamenti azzeccati. E' così che l'artista esprime se stesso, prendendo per la gola chi osserva con un pizzico di zucchero ed un estro non comune. (al.ar.) CRONACA QUI 5 aprile 2011 L’ARTE DIVENTA DOLCE CON LE BUSTINE DI ZUCCHERO I quadri di Albino Caramazza sono curiosi collage molto colorati Il caffè al bar lo prende amaro, ma le bustine di zucchero sono la sua passione, tanto che le ha fatto diventare opere d’arte. Albino Caramazza nella vita fa l’impiegato e nel tempo libero realizza dei curiosi quadri costruiti utilizzando proprio le bustine di zucchero. Opere colorate e divertenti che saranno esposte fino al 30 aprile nei locali di GustOYnscatole di Via San Francesco d’Assisi 29 nella mostra “Art sans sucre” “L’idea è nata per caso spiega -. Sono sempre stato incuriosito dalle bustine di zucchero dei bar, dai loro colori, dai messaggi pubblicitari che veicolano. Già di per se sono delle vere e proprie opere d’arte”. Così, un po’ per gioco, ha cominciato a collezionarle, prima raccogliendole lui stesso in giro per il mondo, poi coinvolgendo in questa mania parenti e amici. “Quando racconta il numero di bustine in mio possesso è diventato enorme (oltre il migliaio), ho iniziato a metterle in ordine in base al colore. Erano bellissime. Poi mi è capitata davanti l’immagine di Arlecchino, ho associato le due cose e ho creato il mio primo quadro”. L’amore per l’arte (e per il futurismo in particolare) di Albino Caramazza ha radici lontane ed è inizialmente sfociata nella realizzazione di disegni a china e a carboncino. Forse è anche per il fatto che quelle prime opere erano prive di colore che il suo nuovo metodo creativo è dominato da irresistibili cromie. Come il quadro dedicato a Giuseppe Garibaldi oppure quello in cui viene riprodotto il celebre “Bacio” di Francesco Hayez. La tecnica è quella del collage resa insolita proprio perché l’assemblaggio è costituito dalle comuni bustine di zucchero, ovviamente svuotate. “Ogni quadro conclude Albino- è del medesimo formato: quello di 50 x 70. Per riuscire a realizzarlo utilizzo un numero di bustine che varia dalle 200 alle 300. Il vero problema è riuscire a reperire la materia prima per realizzare le mie opere: non è facile avere a disposizione un tale numero di bustine,,. Franca Cassine - LA STAMPA 3 aprile 2011 PICCOLI INVOLUCRI PER "GRANDI" ESPRESSIVITA' Non è mai retorica quando ci si addentra nel vasto scenario dell’arte figurativa, sia essa espressa con dipinti, grafici, sculture, incisioni od altro. Ma un’opera realizzata con la “tecnica” del collage è per certi versi insolita, soprattutto se l’assemblaggio è costituito dalle comuni bustine di zucchero (ovviamente svuotate) che trovasi un po’ ovunque. La cromia che caratterizza i soggetti consiste in un meticoloso lavoro di ricerca e di abbinamenti dati dall’abile ed estroversa fantasia dell’autore Albino Caramazza, sino ad ottenere suggestivi soggetti i cui particolari sottolineano l’espressione degli stessi e nel contempo la completa espressività compositiva, che non cela la marca di questa o quella azienda ma ne “ostenta” il valore disegnativo e cromatico dello stesso. Intrecci e sovrapposizioni di piccole forme quadrate e rettangolari diventano quindi la componente essenziale per la realizzazione dell’opera figurativa dell’ ”estroso” e quasi improvvisato artista, che non vuole certo imporsi nel vasto mondo dell’arte figurativa contemporanea, ma sicuramente esprime uno spirito di innovazione creativa supportata dalle sue costanti: pazienza e ricerca che vede premiata non solo dal risultato compositivo, ma soprattutto dalla possibilità di esprimere se stesso… anche attraverso quel “dolce involucro” che appaga la gola del consumatore. Riccardo Amapane 27 marzo 2011

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